Il partito dei “Diversamente Presenti”

Nella Prima Repubblica c’erano i pianisti, quelli che con un gioco di mano, coprivano i colleghi assenteisti.

Oggi che i pianisti non ci sono più, paradossalmente, restano solo quelli che “non ci sono”.

Nella splendida giornata di martedí, abbiamo inconsapevolmente assistito alla nascita di un nuovo soggetto politico, quello dei diversamente presenti al voto in aula a Montecitorio

Oddio, non si tratta esattamente di un qualcosa di nuovissimo, ma diciamo che ieri questo “movimento”, anzi assenza di movimento, ha fatto il suo vero ingresso in società, un debutto in grande stile.

Solitamente, le assenze durante le fase di voto hanno sempre un significato strategico, una sorta di preavviso ricattatorio. In questo caso, a parer di chi scrive, invece, siamo di fronte al più sfrontato esempio di menefreghismo istituzionale.

Che non a caso si manifesta in un’occasione non esattamente speciale. O meglio, in un’occasione che in teoria non avrebbe granchè di speciale, ma che ieri è improvvisamente diventata protagonista assoluta dell’agenda di Governo.

Mi spiego.
L’oggetto in discussione alla Camera dei Deputati era l’art.1 del rendiconto generale dello Stato. In poche parole, il bilancio. Ebbene, da che mondo è mondo, l’approvazione di un documento simile è un atto dovuto, senza il quale l’istituzione stessa, di fatto, non è autorizzata a fare nulla. Chiariamoci, un atto dovuto e garantito dalla maggioranza, di fondamentale importanza ma che rientra nell’ordine delle questioni “normali”, di routine, di prassi. Non si tratta certo di un appuntamento di quelli che richiamano centinaia di televisioni, di network internazionali. Non c’era tutta Italia con il fiato sospeso in attesa che l’articolo 1 venisse finalmente, dopo una maratona esasperante, approvato.

Non c’era nulla di tutto ciò. Eppure, in un’occasione simile, il partito degli assenti ha fatto il suo esordio clamoroso.

Un partito assolutamente trasversale, nel quale gravitano UDC, PD, Fli,…ma del quale gli esponenti più significativi sono quelli che oggi compongono la maggioranza di governo: PdL e Lega.

Sono proprio loro che martedì, con la propria assenza, hanno danneggiato il Paese intero. Almeno per tre motivi: politico, amministrativo e strategico, tutti e tre strettamente collegati.

Perchè, questi signori, interrompendo il naturale procedere dei lavori in Aula hanno bloccato il Parlamento che adesso dovrà calendarizzare una votazione di fiducia per comprovare che esiste ancora una maggioranza di Governo. Questo significa, al minimo, che hanno ritardato l’approvazione del rendiconto e con essa, tutto ciò che veniva dopo questa votazione: vedi le riforme.

E credetemi, prima ancora che come eletta PdL, lo dico come cittadina, sono la prima a sperare di vedere queste tanto agognate riforme (da quella della giustizia a quella delle pensioni) giungere finalmente a un voto. E, personalmente, sono stanca di vedere deputati che, anche con la propria assenza, contribuiscono a rallentarne il percorso.

Questi, che per un mandato di cinque anni, dovrebbero rappresentare tutti noi, che dovrebbero essere i nostri intermediari tra il nostro presente di quotidianità fatta di lavoro, di tasse, di problemi familiari, e il nostro futuro, dovrebbero essere i primi a spingere l’acceleratore affinché le riforme, quelle per migliorare il nostro fuutro, appunto, vedano la luce.

Invece no. Invece sono quelli che per un milione di motivi ( e qui non mi addentro nelle varie ed eventuali giustificazioni), saltano una votazione. Quelli che, sbadatamente, non sono presenti per votare il bilancio dello Stato. Quelli che si dimenticano che qualsiasi loro azione (o non azione) ha una ricaduta diretta su tutti noi.

Sono quelli che, nel pieno della crisi economica, si dimenticano che sono a Roma per risolvere i problemi, non per crearne di nuovi.

L’Italia ne ha già abbastanza di problemi, senza che ci si metta anche il partito degli assenteisti.

Anzi, usiamo “diversamente presenti”, non vorrei mai che si offendesse qualcuno.

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2 responses to “Il partito dei “Diversamente Presenti”

  • Michela Fumagalli

    Gentilissima Assessore,

    le premetto che ero stata una delle prime sostenitrici del nostro “presidente” diciamo pure una fan ma adesso (da un annetto) non mi ritrovo più nella sua immagine non mi emoziono più ad ascoltarlo e per ultimo non credo che possa mettere in pratica quello che dice. Per dirla con una metafora mi sono risvegliata dal sogno e adesso ho bisogno di tornare a sognare ma un nuovo principe. Quello visto ieri è solo l’ultimo dei tanti giochetti che grandi statisti come l’ex esponente dell’IDV Scilipoti stanno facendo logorando la figura e l’immagine di un Berlusconi irriconoscibile. Io peró sono anche una cittadina monzese e approfitto di questo spazio per traslare il ragionamento sulla nostra città.
    Io sto seguendo da cittadina il suo lavoro e le faccio innanzitutto i miei più sentiti complimenti non solo per la forza e la tenacia ma soprattutto per i tangibili risultati che sta ottenendo e per come stia riuscendo a migliorare la nostra città rendendola più interessante e vivibile per noi donne e per i nostri figli. Ma onestamente devo dirle peró che il suo lavoro è visto da me come un eccezione all’interno del panorama politico sia nazionale sia soprattutto cittadino e questo sta allontanando molto la stima che ho della classe politica! Sono sicura che se ci fossero altre persone come lei potremmo tornare a credere nei valori della politica e tornare ad avere la possibilità di emozionarci ma per adesso il sentimento è completamente opposto! Concludo esprimendole la mia forte speranza che fin dalle prossime consultazioni le persone che deleghiamo all’amministrazione della città abbiano delle caratteristiche professionali, morali e anche interpersonali tali da poter essere degne di ammirazione come quella che suscita lei.
    Le mando un cordiale saluto nella speranza che il suo modo di amministrare continui così come ci ha dimostrato in questi anni.

    Michela

  • Pinoxxx

    Questa e’ una vergogna e una offesa, a quanti sul territorio sacrificano il loro tempo senza chiedere nulla in cambio,anzi rimettendoci di propria tasca per il bene comune. Pino

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