Il Renzi pensiero

Si chiude così la seconda edizione de “la leopolda”, quest’anno intitolata Big Bang.
Big Bang come il momento in cui cosmologicamente si è sviluppato l’universo.
Allo stesso tempo la leopolda 2 dovrebbe, secondo le intenzioni degli organizzatori, rappresentare il momento da cui parte il grande cambiamento della politica italiana.
Cosa lodevole di per se’, ma vagamente autoreferenziale dal mio punto di vista.
Come a dire “ora arrivo io e cambio tutto. O almeno cerco di farlo, e se non ci riesco è per colpa degli altri”.
Mi ricorda un po’ troppo quel “ghe pensi mi” tanto contestato qualche mese fa.
Ma si sa, quello non andava bene perché a dirlo era Berlusconi.
In questo caso, al contrario, a fare gli onori di casa c’è Renzi, il giovin contestatore … Quindi tutto va bene.
Anzi, va benissimo.
Benissimo perché Renzi é giovane.
Perché parla chiaro.
Perché va contro Bersani.
Perché va contro Berlusconi.
Perché lotta contro il vecchiume.
Perché vuole rottamare tutto il marcio che c’è.

E fin qui ci siamo.

Ma siamo proprio sicuri che ci siamo?

Sappiamo cosa non piace a Renzi.
Ma sappiamo cosa gli piace?

Prendiamo ad esempio i contenuti di cui si fa portavoce.

Partecipazione. Primarie. Democrazia.
Tecnologia. 2.0. Internet. Merito. Meritocrazia. Condivisione. Programma. Anticasta. Giovani. Facce nuove. Pulizia. Meno burocrazia. Meno parlamentari. Meno sprechi.
E ancora.
Infrastrutture. Innovazione. Sviluppo. Futuro. Italia.

Tutto fantastico. Tutto condivisibile, anzi tutto talmente banale da essere pienamente condivisibile. Ma, parafrasando Crozza, il librino del “come” dove l’ha lasciato?

Oggi non è più tempo di sfoderare il libro dei sogni, ma quello del come fare.

Nonostante questo, l’Italia intera ( o quasi, per fortuna non tutta…) esulta, osannando il nuovo politico d’avantgarde.

Il nuovo politico dalla faccia talmente pulita da rendere perle di saggezza qualsiasi cosa esca da un suo comizio.
Indipendentemente dal fatto che sappia come fare.

Il dramma, a mio parere, sta proprio in questo.
Basta davvero un faccino pulito per convincere l’Italia di trovarsi di fronte a un messia in grado di salvare il paese?

Ho i miei dubbi.

Pero’ sta di fatto che questo ragazzaccio continui a piacere. A destra così come a sinistra. Anzi forse più a destra che a sinistra, proprio perché da quelle parti lo vedono come un anti Bersani. E quindi come un anti nomenclatura.

Io che a sinistra non sto, lo vedo semplicemente come un eccellente comunicatore. Come un accantivantissimo player della politica nostrana.
Ma, oggettivamente, nulla di più.


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