Governi, governicchi e governucoli.

Con la nomina di Mario Monti a Senatore a vita, siamo quasi al terminal. Sì sì, proprio il terminal. Quello di (ri)partenza, si spera, sul fronte economico, ma anche di arrivo, su quello politico.
Questa nomina dovrebbe, infatti, essere propedeutica per servire su un piatto d’argento una soluzione di governo immediata una volta approvata la legge di stabilità prevista per domenica sera e comunque prima della riapertura dei mercati lunedì.
Ossia prima che l’Italia intera sia sbranata viva dagli sciacalli della speculazione internazionale, come ci spiegano le menti illuminate ( ma fino a ieri questi dove stavano? Non potevano avvisarci prima? Ah, no. Prima erano troppo intenti a giochicchiare al tiro a segno contro Berlusconi).

Dicevo, SuperMonti in pole per essere protagonista assoluto di questa Mission Impossible versione maccheronica che si chiama “governo tecnico”.

Già il termine mi fa rabbrividire, ma passo oltre perché il caos collettivo ha spinto anche me a riconsiderare l’ipotesi di un esecutivo “tecnico” sotto la luce della necessità nazionale per salvaguardare la nostra economia.
E qui mi fermo. Perché quello che oggi qualcuno richiede a gran voce in nome della salvezza dell’Italia, altro non è che l’esautorazione più totale della politica.
Con i governi di ammucchiata (e voglio proprio vedere nel lettone di Monti in quanti davvero si infileranno, anzi, infilerebbero…) non solo si fa carne di porco delle scelte dell’elettorato, ma, come se questo non bastasse, si commissaria la classe dirigente di una paese intero. Non un partito. Non una maggioranza. Ma proprio tutta la classe politica. E non venga in mente a nessuno di tentare di autoescludersi, perché in questo orrendo epilogo “tecnico” ci siamo infilati per colpa di tutti, maggioranza e opposizioni, e dell’incapacità più totale di trovare non dico un’intesa, ma quanto meno un minimo punto di convergenza in nome dell’Italia.
E nella graduatoria delle responsabilità, ancora più colpa, anzi stracolpa ce l’hanno quei soggetti ricattatori e non solo traditori che all’ultimo secondo hanno fatto collassare un Governo politico ( e quindi degno di una G maiuscola, a differenza dei governicchi) democraticamente eletto e con esso un Paese intero.
Perché questi non hanno tradito solo Berlusconi. Non solo un partito. Non solo l’elettorato.
Questi hanno tradito l’Italia intera.
E sinceramente anche la politica stessa, permettendo con le proprie scelte di commissariare la guida del paese.
A queste comparsucole ricordo che l’essere un Deputato della Repubblica non comporta solo (tanti) diritti (ormai trasformatisi in privilegi), ma anche e sopratutto doveri: il dovere a rappresentare gli elettori nelle sedi decisionali così come il dovere di compiere delle scelte nell’interesse del Paese. Nell’interesse dell’Italia e non nell’interesse personale. E forse è questo il passaggio che è mancato, che probabilmente non hanno trovato nel bigino del “nuovo Onorevole”.
Ora questi, ma non solo questi, ci hanno portato al punto di non ritorno. Talmente non ritorno che per disperazione siamo quasi convinti che un governicchio possa essere una carta da giocarsi presto e subito per evitare il baratro.
Ora ci dicono che non è il momento di andare a elezioni.
Ci dicono che l’Italia ne soffrirebbe troppo.
E noi siamo quasi disposti a crederci.
Pappiamoci le misure d’urgenza e stiamo zitti.
Ma per favore, che stiano zitti anche e soprattutto quelli che ci ha portato a questa situazione.
Fateli tacere.
E ricordiamo i loro nomi.
Perché una volta usciti dal tunnel ( non si sa né come né quando) dovremo avere ben presente quelli che oggi ci hanno ridotto così.


One response to “Governi, governicchi e governucoli.

  • Davide

    In una situazione come quella attuale in cui l’Europa è schiava dell’asse franco-tedesco la scelta di Monti come capo di un governo tecnico mi sembra la migliore tra le proposte finora sentite. Monti è un ottimo economista e visto che questa crisi più che politica è economica, una persona capace in questo senso serve.
    Ho votato destra e mai me ne sono pentito, ma in una situazione di ingovernabilità come quella in cui Berlusconi si è trovato ho trovato molto responsabile la sua scelta. Poi, come ha detto lui stesso, i mercati non aspettano le elezioni, ed essendo l’Italia sull’orlo di un pericoloso baratro bisogna dare subito un segnale forte, una risposta immediata!
    Ultima considerazione; si dice che Berlusconi non voleva perdere la sedia…..a me gli eventi degli ultimi giorni mi hanno fatto riflettere (e qui chiedo a te un parere); ma non sono più attaccate alla sedia quelle persone (vedi Carlucci & C.) che appena hanno intuito la possibilità di un ribaltone si sono buttate dalla parte opposta??? Alla faccia della coerenza con le proprie idee. E giustamente Berlusconi li chiama traditori: hanno tradito non lui, ma tutti gli elettori che li hanno votati!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: