Una parola sulle “donne” di Langone

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Forse qualcuno c’è rimasto male.
Forse qualcuno se lo aspettava.
E forse, qualcun altro sta ancora aspettando.

Che cosa?
Che una giovane sostenitrice delle pari opportunità come me, dica qualcosa sul “caso” Langone, o meglio sulla frase che ha portato alla ribalta questo giornalista non proprio a tutti conosciutissimo.
Sì, proprio quella frase tanto criticata nelle ultime 48 ore, che ha fatto tanto scalpore da far fare dichiarazioni a favore delle donne lavoratrici e acculturare da parte dell’Italia intera.
Perbacco!
É bastata una cavolata immane per far levare gli scudi da parte degli uomini e per far loro interpretare il ruolo dei garantisti delle pari opportunità.
Cascasse il cielo, non avrei mai immaginato che bastasse così poco perché tutta la battaglia per il lavoro al femminile, per la conciliazione, per la tutela della donna madre e lavoratrice, potesse finalmente essere condivisa anche dai maschietti.

Ecco perché ho taciuto,evitando accuratamente di fare riferimenti o commenti sulla questione.
Mi sono divertita, lo ammetto, a osservare le reazioni di amici e conoscenti, mi sono lasciata trasportare dai migliaia di tweet che da ieri attaccano convintamente Langone, spiegando con più o meno cognizione di causa, perché le donne oggi sono in difficoltà nel mettere al mondo più di un figlio, indipendentemente dal livello di cultura da esse raggiunto.

Mi sono lasciata ammaliare da questo esercito di neo femministi che hanno marciato compatti contro l’oscurantista giornalista nemico delle donne pensanti.
Che meraviglia vedere così tanti ometti farsi portavoce di una battaglia che loro stessi, in condizioni normali, liquidano come “una affare da donne”.
Me lo consentirete, con il cinismo che fortunatamente mi contraddistingue, non credo che questo sia stato sufficiente per far sì che nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, quando il caso Langone si sarà sgonfiato, gli uomini continueranno a sostenere la causa.
Ma devo dirlo, per un giorno, per uno soltanto, mi sono proprio divertita.

E dopo tutto questo divertimento, ho deciso di dire la mia.

Premesso che la frase é di un anacronistico imbarazzante, e ovviamente del tutto non condivisibile, é doveroso ricordare che Langone ha il sacrosanto diritto di esprimere le proprie idee, esattamente come chiunque altro, anche se queste non stanno ne’ in cielo ne’ in terra.
Nonostante ciò, bisogna riconoscergli il merito di essere riuscito nell’arduissimo compito di interpretare il ruolo del cattivissimo misogino che vorrebbe le donne in casa a procreare e ramazzare, e quindi di svegliare gli animi assopiti degli ometti suoi simili che, certamente non potendo dichiarare di condividerne l’idea, si sono lanciati in una vera e propria difesa delle pari opportunità.

Ecco perché, strano ma vero, l’unica parola che mi sento di dire a Langone é un semplice…GRAZIE!


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