Donne che vogliono cambiare il mondo

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Riporto un articolo, pubblicato da il Post, in occasione della consegna del Nobel per la pace.
Come già ebbi modo di scrivere quasi due mesi fa, la consegna di questo prestigioso riconoscimento per l’impegno civile a tre donne suscitò notevoli commenti.
Commenti non del tutto positivi, anzi, in qualche caso addirittura dubitativi sull’oggettiva opportunità di premiare ben tre donne contemporaneamente.

Al di là di qualsiasi pregiudizio, sui quali mi ero già abbondantemente espressa, reputo che la giornata di oggi sia una stata una giornata di festa dal sapore speciale, di democrazia e libertà per tutti, indipendentemente dal sesso di colui o colei che tengono alti questi due vessilli di civiltà.

La cerimonia da Oslo della consegna del premio a Ellen Johnson Sirleaf, Leymah Gbowee e Tawakul Karman

Lo scorso anno il premio fu attribuito all’attivista cinese Liu Xiaobo, che non poté ritirare personalmente il Nobel perché detenuto in carcere in Cina. Quest’anno l’importante riconoscimento è stato assegnato a tre donne per il loro impegno nella difesa dei diritti delle donne. Il Comitato norvegese per il Nobel della Pace ha motivato la scelta ricordando che «non possiamo raggiungere la democrazia e una forma di pace duratura nel mondo se le donne non possono ottenere le stesse opportunità degli uomini nell’influenzare lo sviluppo della società a tutti i suoi livelli».
Ellen Johnson Sirleaf è stata la prima donna a essere democraticamente eletta presidente in Africa. Dopo il suo insediamento nel 2006, ha lavorato per assicurare la pace in Liberia, promuovendo lo sviluppo dell’economia e della stessa società. Si è inoltre impegnata per il rispetto delle donne e dei loro diritti nel paese.
Leymah Gbowee è un’attivista liberiana e si è data da fare per mobilitare le donne appartenenti a diversi gruppi etnici e religiosi nella regione. Ha contribuito alla costruzione della pace in Liberia e si è battuta per dare alle donne il diritto di voto. Durante e dopo il periodo bellico nel paese, si è anche adoperata per aumentare il peso e l’influenza delle donne in molte aree dell’Africa Occidentale.
Tawakkul Karman è invece un’attivista, conosciuta per il suo impegno nel corso della cosiddetta Primavera Araba nello Yemen. Si è battuta per i diritti delle donne nel paese, chiedendo pace e democrazia al regime. Lo scorso gennaio era stata arrestata dalle forze yemenite con l’accusa di propaganda contro il governo. Fu liberata dopo due settimane e, intervistata dalla CNN, confermò l’impegno contro il regime del presidente Ali Abdullah Saleh, dicendo che quanto stava accadendo nel paese era stato ispirato dalla rivolta scoppiata in Tunisia che aveva portato alla caduta del governo di Ben Ali.


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