Giovani disoccupati ai tempi della crisi.

Se é vero che l’anno che sta per concludersi é stato particolarmente difficile per il mercato del lavoro in generale, é ancor più vero che siano stati i giovani e le donne, in particolare, a pagarne il conto più salato.

La mancanza di esperienze lavorative pregresse, i titoli di studi troppo “elevati”, il rientro post maternità sono solo alcuni esempi del perché i giovani e le donne, a fronte di un mercato del lavoro in fase di stallo, non riescano a collocarsi, se non attraverso formule contrattuali decisamente “curiose”.

Fino a che il mercato risponderà esclusivamente a logiche stantie, che quindi poco hanno a che fare con il merito, con la produttività e la competenza, non si avrà mai flessibilità ma solo precarietà.

Lungi dal voler dibattere sulla questione dell’articolo 18 in questa sede, credo però sia opportuno riconoscere che, in un momento di grave crisi come quello attuale, le aziende dovrebbero poter godere di forme di flessibilità non solo per eventuali assunzioni ma anche e soprattutto per eventuali dimissioni.

Chi continua a battere sul tema della precarietà giovanile oggi, non può permettersi il lusso di tacere sulla totale immobilità e sostanziale impossibilità di licenziamento da parte del mercato del lavoro di quanti, purtroppo, non concorrono al miglioramento delle performances aziendali e, di conseguenza, al miglioramento del sistema paese in generale.

Impossibilità di licenziare, nel privato così come nella pubblica amministrazione, oggi, significa non solo premiare ingiustamente chi non se lo merita ma anche e soprattutto impedire l’ingresso nel mondo del lavoro ai tanti, uomini e donne, che, invece, se lo meritano.

Per capacità, talento e determinazione.

Questa é la vera battaglia.


2 responses to “Giovani disoccupati ai tempi della crisi.

  • Luigi Funagalli

    Complimenti assessore! Condivido ogni parola del suo ragionamento. E da piccolo imprenditore nel settore arredo spero che presto quello che lei si auspica diventi realtà!!

  • Tony

    abrogare l’articolo 18 non aiuterà l’economia italiana a ripartire!!!chi sostiene che l’art 18 sia il problema intelettulmente non è onesto e mente sapendo di mentire!!!!!la tanto famigerata flessibilità in “entrata” introdotta dalla legge biagi ha fallito senza possibilità di appello anzi ha distrutto la dignità delle persone creando precarietà e insicurezza!!!!comè è possibilie sostenere quinidi che le flassibilià in uscita possa far ripartire le aziende????????non fatemi ridere!!!!!!!!!!!!!il vero problema dell’economia italiana non è il dipendente che lavora e paga le tasse ma altro……..bisogna combattere l’evasione fiscale,in italia ci sono troppi lobby e professioni a numero chiuso,bisognerebbe liberalizzarle!!!!!!

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