Duemiladodici: quando il gioco si fa duro, i giovani cominciano a farsi notare.

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Duemiladodici.
Un anno che, appena iniziato, sembra destinato a segnare un netto cambio di rotta.
O almeno destinato a restare come un anno potenzialmente simbolo di un qualcosa di nuovo che possa sparigliare le carte della politica.

Non bastavano i Maya, che con i presagi di disgrazie e sventure hanno terrorizzato (o quanto meno, fatto meditare) l’attuale generazione umana.
Non bastava la crisi economica che, ben lungi dal levare le tende dopo ben tre anni di permanenza nelle nostre case, sembra voler restare l’unica protagonista indiscussa dell’anno che verrà.
E a quanto pare non bastava nemmeno un tecnogoverno che, impossessatosi dalla sera alla mattina dello scenario pubblico italiano, ora é quanto mai deciso a far sparire del tutto quel che resta della politica italiana.

Bene. Se queste sono le premesse con cui abbiamo dato il benvenuto al nuovo anno, la mia natura ottimista mi fa pensare che, forse, non tutto il male vien per nuocere.

Perché se da un lato é inevitabile lasciarsi andare a pensieri deprimenti sullo stato attuale del nostro Paese (basti dare un’occhiata ai dati sulla disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, e sull’impoverimento dei ceti medio-bassi delle famiglie italiane), dall’altro é importante cercare il barlume di speranza che ci faccia capire che nonostante tutto, nonostante lo spread altalenante, nonostante il Pil in stallo, nonostante la Merkel e Sarkozy, qualcosa di buono nel nostro Paese si sta creando.

E io, questo barlume di speranza, lo vedo.
E non credo di soffrire di allucinazioni.
Lo vedo soprattutto su internet, nei blog, nei social network, dove un’intera generazione di venticinque-trentenni si sta muovendo, sta scaldando i motori per dare vita al più grosso ricambio generazionale che il nostro Paese abbia visto dalla seconda guerra mondiale in poi.
Un esercito di giovani donne e uomini che sta crescendo e si sta formando con la convinzione che quello che oggi non va in Italia debba essere cambiato, e al più presto, e che questo cambiamento non possa più essere delegato a qualcun altro.
Ognuno di questi ragazzi, e questa é la vera novità, si sta facendo promotore del cambiamento, passando da semplice spettatore o al limite “commentatore” a parte attiva e in prima persona di un profondo stravolgimento della politica italiana, a destra come a sinistra.

Ecco allora che il barlume di speranza non é più una semplice idea fumosa, dettata più dall’ottimismo che da una vera strategia, ma un progetto politico di rinnovamento che diventa realtà attraverso le parole e i fatti di questa nuova generazione di giovani che ci credono. Rottamatori, riformisti, tea-partisti, sono tutti esempi di quanto sia determinata quella che comunemente ed erroneamente viene definita “la classe dirigente del futuro” ma che, in realtà, sta diventando classe dirigente attuale e determinante per il futuro.

A tutti questi ragazzi, che conosco e che vedo all’opera, dico che grazie a loro, grazie a noi, il nostro Paese ha una chance in più.

É quindi arrivato il momento di agire, di raccogliere la sfida e di farci sentire.
Non solo attraverso la rete, nostra prima alleata, ma anche e soprattutto nelle strade, nelle piazze delle nostre città e, non dimentichiamocele, anche nelle sedi di partito o delle associazioni.

La strada non sarà facile e non troveremo mai chi ci aprirà le porte, ne’ nel mondo della politica, ne’ in quello del lavoro, e proprio per questo dobbiamo essere lucidi e coscienti di quello che ci aspetta: un 2012 difficile e impegnativo ma che, proprio per questo, sarà la cartina tornasole di quello che questa generazione é in grado di fare!

Buon lavoro, ragazzi!


One response to “Duemiladodici: quando il gioco si fa duro, i giovani cominciano a farsi notare.

  • Giacinto Zorloni

    Egregia Signorina Sassoli,

    io non sono certo un giovane ma a quasi settantanni mi reputo un saggio che posso dare qualche consiglio a voi che avete il mondo davanti da conquistare.

    Io sono un Suo concittadino e noto con orgoglio e piacere che la classe politica è fatta anche da persone non solo perbene ma anche molto capaci come Lei.

    In base alla mia esperienza (quantomeno anagrafica) la invito a fare di tutto per avere la possibilità di prendere delle decisioni per la nostra città con ruoli di maggiore responsabilità.

    Ho visto il lavoro che sta facendo per i giovani nelle scuole e nelle biblioteche e dai racconti dei miei nipotini (grazie ai quali riesco ad utilizzare internet) finalmente vedo che qualcosa di bello e utile viene fatto. E per questo le faccio i mie complimenti.

    Ma spero tanto per il bene della nostra città che il suo impegno continui sempre più forte e in ambiti diversi. Non solo per voi è “arrivato il momento di agire, di raccogliere la sfida e di farci sentire” ma noi sentiamo la necessità di avere nostri delegati ad amministrare la cosa pubblica capaci, in gamba e soprattutto meritevoli della nostra stima. Lei fino ad adesso ha dimostrato di esserlo. Il suo esempio testimonia che un giovane se capace e bravo può fare molto meglio di noi anziani…

    Spero di poterla conoscere presto personalmente sperando che la sua esortazione e il suo esempio spinga persone capaci (giovani o meno giovani) ad impegnarsi a rendere la nostra città ancora più bella.

    Giacinto Zorloni

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