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Poca fiducia nel 2012. Il nuovo anno parte male secondo le aspettative della Brianza.

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L’81% delle famiglie crede o spera che “in casa” nessuno perderà il lavoro nel corso del 2012, ma per l’85% la disoccupazione in Italia aumenterà.
La disoccupazione per il nuovo anno preoccupa ancora gli italiani, ma sembra riguardare più “gli altri”, piuttosto che la propria famiglia. È infatti più contenuto il numero di nuclei familiari in Lombardia che temono un licenziamento in “casa” per il 2012 rispetto allo scorso anno. L’81% dei lombardi, infatti, non crede che qualcuno della propria famiglia possa perdere il lavoro il prossimo anno, un dato che dimostra un po’ più di tranquillità rispetto al 2010 sul 2011, quando lo stesso si attestava al 77%. Ma nonostante in famiglia ci sia più serenità, il tema del mercato del lavoro in Italia preoccupa ancora i lombardi, l’85% delle famiglie crede infatti che il numero dei disoccupati aumenterà nei prossimi mesi (erano il 79% lo scorso anno), e solo il 13% pensa che la situazione del mercato del lavoro per il nuovo anno non subirà peggioramenti.
È quanto emerge dall’indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere.
I risultati della indagine per Monza e Brianza. Per quanto riguarda la situazione del mercato del lavoro in Italia, le famiglie di Monza e Brianza temono più che nel resto della Lombardia l’incremento del numero dei disoccupati, l’87% crede infatti che il fenomeno sia in crescita. E circa 1 brianzolo su 5 è preoccupato che qualcuno della famiglia possa perdere il posto di lavoro. È quanto emerge dall’indagine “Famiglie e fiducia. Monza e Brianza, Lombardia, Italia”, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref-Ricerche per l’economia e la finanza e in collaborazione con DigiCamere.

Fonte: Camera di Commercio di Monza e Brianza

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Basta Casta! Giovane Italia prende posizione con la lettera dell’On. Calabria

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Calabria (PDL):Ma i privilegi restano troppi”

Lettera al Corriere della Sera

Giovedì 1 dicembre, pagina 15

“Caro Direttore,
con attenzione ho assistito in questi ultimi mesi al dibattito intorno ai “privilegi della Casta” (quella parlamentare), dibattito dai toni accesi e sempre più infiammati da una crisi finanziaria che si sta rivelando sempre più feroce, investendo indistintamente ormai tutti i cittadini dell’Eurozona e in particolare le categorie più deboli dei Paesi più a rischio come l’Italia.
E’ evidente che in un momento di così grave difficoltà economica per gli italiani, ai quali nei prossimi mesi saranno imposti sacrifici ulteriori per salvare il nostro Paese, i componenti della attuale privilegiata classe politica per primi debbano contribuire personalmente al reperimento delle risorse necessarie. Trovavo dunque del tutto insufficiente, se non inadeguata, come ha ricordato Gian Antonio Stella nel suo articolo di lunedì scorso, la decisione approvata all’unanimità dal Consiglio di Presidenza del Senato di abolire i vitalizi per i Senatori che saranno eletti a partire dalla prossima legislatura. Troppo facile porre in essere un provvedimento che non incide minimamente nei confronti di coloro che lo decidono, o meglio troppo difficile decidere per se stessi. E’ questo il vero conflitto di interessi della politica.
Per questo ho accolto con favore la decisione assunta congiuntamente dai Presidenti di Camera e Senato di passare al sistema contributivo a partire dal 1 gennaio 2012 (calcolato per l’intero per i nuovi eletti e pro rata per quelli in carica), decisione che rappresenta un effettivo cambio di passo verso il tanto anelato principio di equità, anche se avrei preferito un provvedimento più incisivo nei confronti dei parlamentari in carica e soprattutto nei confronti di chi da anni gode di privilegi totalmente contrari ad ogni principio di giustizia sociale.
Se veramente vogliamo ridurre l’abissale distanza che ormai divide elettori ed eletti dobbiamo mostrare agli italiani e al mondo che siamo pronti a modificare radicalmente i nostri comportamenti, sacrificando per primi i nostri privilegi e rendite di posizione e dando così un segnale positivo alle giovani generazioni che non godranno delle stesse pensioni di cui hanno goduto i loro padri. Rimane infatti irragionevole e ingiusto l’ammontare di privilegi acquisiti che residuano e che si maturi il diritto al vitalizio parlamentare dopo pochi anni di lavoro, mentre i contributi versati dai parlamentari nel periodo in carica dovrebbero essere computati allo stesso modo dei contributi versati da tutti i cittadini per la loro unica posizione previdenziale.”

Annagrazia Calabria
Deputato PDL e Coordinatore Nazionale di Giovane Italia


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