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Una risata ci riscalderà : MICI VENDOLA, IL GATTOCOMUNISTA

Grazie al buon Marcello Veneziani che mi ha strappato il primo sorriso della giornata con il suo racconto sul gattone Vendola… Anche se personalmente lo vedo più come iena travestita da micio.

Tratto da il Giornale di oggi

Ho visto Nichi Vendola da Fazio e ho fatto una scoperta. Vendola è un gattone. Il faccione sornione, il parlar fuffo, il pelo liscio, lo sguardo felino.

Mici Vendola.

Non ditegli che è gonfio perché fu castrato o che ha l’orecchino in caso si perda, altrimenti si ingattivisce. Vendola presiede l’Arcigatti. Nella sua terra, che è pure la mia (ho il privilegio di essere non solo suo contemporaneo ma anche suo conterraneo), ci sono due mitici gatti: il Gattofuffo, che è una prefigurazione popolare di Vendola, i suoi stessi tratti somatici e caratteriali, direi quasi un antenato; e la proverbiale Gatta del seminario che si lagnava sempre però mangiava assai: e in lui la lagna, la trippa e pure il seminario sono palesi.
Mici Vendola parla bene e governa male. Non amministra ma somministra; sermoni, mica farmaci. Lascia la sanità in mano agli affaristi e lui si cura di cinema, teatro, lettere e arti. E’ governattore, recita più che governare. Niente conti, solo racconti. Come Veltroni anche per Vendola la politica è un ramo del Dams. Sforna più libri che provvedimenti. Emoziona, dicono i suoi fans ma è pericoloso quando lo dice pure lui, perché con la zeta gli parte una sputazza.
Di Pietro è fermo a Mani pulite, lui a Mani di fata. Mici Vendola è arrivato gattonando al top. Non sanno come fermarlo. Avete provato a opporgli tre bottiglie di plastica piene d’acqua? Dicono che sia un esorcismo formidabile per tener lontani i gatti. Ma Mici Vendola è un gattocomunista, mica un micio qualunque. E’ il meglio della sinistra. Figuratevi gli altri.

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E se fosse Associazione Nazionale Ciarlatani d’Italia?

Quella che oggi pomeriggio fa sfoggio di se’ a Brindisi è purtroppo la parte peggiore della politica italiana.

Nel momento in cui l’Italia, tutta, chiede una ventata di freschezza, volti giovani e nuovi, risposte concrete alla crisi e alla depressione ( e purtroppo non solo quella psicologica), qui, alla XXVIII Assemblea Nazionale dell’Anci– l’associazione nazionale dei comuni d’Italia- si risponde, anzi, qualcuno risponde con i peggiori atteggiamenti da Prima Repubblica.

Questi i fatti: convocati i delegati da tutta Italia, in rappresentanza degli oltre 8000 comuni, alle ore 14, si presumeva che verso le 15.30 si potesse procedere con l’elezione del nuovo presidente, in quota Partito Democratico.
Si presumeva, appunto. La realtà dei fatti è, purtroppo, quella che segue:

Ore 13: il PD è diviso su due candidature: Delrio, sindaco di Reggio Emilia, e Emiliano, sindaco di Bari.
Ore 13.30: si iniziano a capire le motivazioni delle divisioni interne ai democrat di casa nostra: Delrio è troppo nordico. Anche qui si teme l’effetto sbilanciamento a favore del Nord, o ancor peggio quello”secessionista” e nessuno vorrebbe scatenare l’ira di Napolitano…
Ore 14.30: la “questione nordista” non trova soluzione… Meglio rifletterci di fronte a un piatto di orecchiette alle cime di rapa ( d’altronde, siamo in Puglia…vuoi non approfittarne???)
Ore 15.30: davanti a uno sgroppino, a qualcuno balena l’idea geniale salvaPD: “cosa facciamo di solito quando non riusciamo a metterci d’accordo?” e la risposta è sempre quella: LE PRIMARIE!
Ore 16.00: ok, è deciso! Si fanno le primarie interne per decidere chi è il candidato da presentare alle votazioni bipartisan ( eh si, perché all’elezione partecipa anche il PdL, che, nel frattempo, sta buono buono in sala… O in spiaggia… O al ristorante, in attesa che il PD smetta di fare guerra interna).
Ore 16.05: sorge il primo problema: ” ok alle primarie. Ma come votiamo? Per via nominale, voto segreto, alzata di mano, su base regionale, possono votare tutti, votano solo i delegati,può votare anche mio figlio che non è eletto ma è un sostenitore del PD ed è, incidentalmente, qui con me con venti suoi amici…?”

Ore 17.00: il PD decide che si voterà su foglietti di colore arancione. A Milano con Pisapia l’arancione ha portato bene.
Ore 17.03: i foglietti arancioni non bastano… “vanno bene anche quelli rosa” suggerisce Nichi Vendola, appena giunto all’Assemblea.
In contemporanea, in sala il PdL inizia a dare segni di nervosismo… Lotte intestine del genere non si vedevano dai congressi PSI degli anni Ottanta… E i nostalgici PdL ci rimangono male perché si sentono esclusi dalle trattative di corrente.
Ore 18.00: il PD decide di rifare tutto. Ma prima di ricominciare, pausa caffè. Anzi pausa Mostaccioli ( dolce tipico locale… D’altronde, siamo pur sempre in Puglia… )
Ore 18.15: in sala assembleare il PdL inizia, giustamente, a lagnarsi… Anche noi vogliamo i mustaccioli!!!! Nel frattempo, i nostalgici ex PSI del PdL , già con biscottino alle mandorle in mano, si apprestano a votare il candidato PD…non hanno saputo resistere alla tentazione!
Ore 19.00: la platea Pidiellina in sala, disperata, urla all’unisono: ” basta! Dateci un candidato qualunque! A sto punto vi votiamo pure Renzi” (nel frattempo,il sindaco di Firenze si allontana. Forse sta chiamando Arcore per chiedere la benedizione…)

Ore 19.33… Cioè, ora. Stiamo ancora aspettando di essere illuminati dal PD sulle scelte emerse dalle primarie.
Teoricamente, secondo il programma a quest’ora avremmo dovuto essere già tutti con le gambe sotto al tavolo per la cena conviviale, dopo aver sentito la relazione del nuovo presidente, di Osvaldo Napoli, del presidente del Senato Schifani, del presidente della Puglia Vendola e del Ministro Fitto.
Ovvio che dopo tutti i biscottini, nessuno abbia più fame.
Ma ancor più ovvio è che se questo è il centrosinistra e questi i suoi statisti, dobbiamo solo sperare che passino sempre il proprio tempo a decidere ( o non decidere) sul futuro dell’Anci, piuttosto che sul futuro del Paese.

Ps. Mi dicono che c’è un aggiornamento dell’ultimo secondo: alle ore 19.48 si scopre che dietro a tutto sto casino c’è lo zampino di D’Alema. Sarebbe stato lui, secondo fonti anonime, ad aver fatto sparire i foglietti rosa!

Per dovere di cronaca, aggiungo che alle 20.17 viene DEMOCRATICAMENTE eletto Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, a presidente dell’Anci.
Una votazione per la quale sono servite ben cinque ore di gestazione.
Speriamo che adesso non si metta a cantare il Va Pensiero…


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